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ultimo aggiornamento: mer, 01 ottobre 2014 @ 12:43

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La Condizionalità e la riforma della Politica Agricola Comune

La condizionalità è uno degli elementi chiave della Riforma della Politica Agricola Comune (PAC). Il quadro normativo delineato dall'Unione Europea è finalizzato a creare un collegamento tra la concessione del sostegno al reddito degli agricoltori ed il rispetto da parte dei beneficiari di talune norme di pubblico interesse in materia di tutela ambientale. In tal modo, si intendono realizzare gli obiettivi del miglioramento della sostenibilità dell'agricoltura attraverso una Politica Agricola Comunitaria più compatibile con le aspettative della società e dei consumatori europei. 

La condizionalità è stata introdotta dall'UE nel giugno del 2003 e ha i suoi fondamenti nei Regolamenti (CE) n. 1782 e n. 1783 del 29 settembre 2003, che hanno stabilito condizioni comuni applicabili ai pagamenti diretti nell'ambito dei vari regimi di sostegno all'agricoltura. A questi Regolamenti si sono aggiunti il Reg. (CE) n. 796/2004 e il Reg. (CE) n. 1266/2008, recanti le modalità di applicazione della condizionalità, della modulazione e del sistema integrato di gestione e di controllo.

Più recentemente, è intervenuto il reg. (CE) n. 73/2009, recante norme comuni relative ai regimi di sostegno diretto agli agricoltori nell'ambito della PAC che ha abrogato e modificato il precedente quadro normativo. 

La Condizionalità è, quindi, l'insieme delle norme e delle regole che le aziende agricole devono rispettare per poter accedere al regime del pagamento unico della Politica Agricola Comunitaria, cioè ai pagamenti diretti di cui al Regolamento (CE) n. 73/2009, ai pagamenti previsti dallo Sviluppo Rurale (Reg. 1698/05) ed a quelli agroambientali e, infine, ai pagamenti nell'ambito dei programmi di sostegno del settore vitivinicolo, pena l'attivazione di un meccanismo di riduzione o annullamento dell'insieme dei pagamenti diretti.

La Condizionalità comprende sia i Criteri di Gestione Obbligatori (CGO) in materia di ambiente, sanità pubblica, salute delle piante e degli animali, benessere degli animali, nonché le Buone Condizioni Agronomiche ed Ambientali (BCAA) previste appunto dal Reg. CE n. 73/2009. 

Le BCAA, definite da appositi decreti ministeriali recepiti dalle Regioni, rappresentano le condizioni agronomiche ottimali nella gestione dei terreni agricoli aziendali, riguardanti la prevenzione del rischio di erosione del suolo, il mantenimento della struttura e della fertilità del terreno, la protezione e la gestione delle risorse idriche, nonché la conservazione degli habitat naturali e seminaturali della flora e fauna selvatica.

La Regione Puglia con la Deliberazione n. 2210 del 4/10/2011 ha attuato il Decreto del Ministero 10346 del 13/05/2011.

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