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Attività faunistico venatoria 

Attività faunistico venatorie - presentazione


 

La Legge nazionale che fissa i principi fondamentali in materia di "Caccia" è la n. 157 dell'11.2.1992, in conformità alla quale le Regioni emanano le proprie leggi.

La Regione Puglia con la L.R. n. 27/1998 e s.m.i, stabilisce, infatti, norme in materia di protezione della fauna selvatica, di tutela e di programmazione delle risorse faunistico-ambientali e di regolamentazione dell' attività venatoria.

Alle Province è attribuita la competenza ad esercitare funzioni amministrastive in materia di caccia e di protezione della fauna, attuando la disciplina regionale.

Uno dei principi cardine sui quali si basa la precitata legislazione nazionale e regionale è la pianificazione del territorio, per fini faunistici e venatori.

Il territorio agro-silvo-pastorale regionale viene assoggettato a pianificazione faunistico-venatoria finalizzata, per quanto attiene le specie carnivore, alla conservazione delle effettive capacità riproduttive della loro popolazione e, per le altre specie, al conseguimento delle densità ottimali e alla loro conservazione, mediante la riqualificazione delle risorse ambientali e la regolamentazione del prelievo venatorio. Da tanto scaturisce una suddivisione e destinazione dell'uso del territorio, della Regione e delle Province, in una quota non inferiore al 20% e non superiore al 30% a protezione della fauna, nella percentuale massima del 15% a caccia riservata a gestione privata e sul rimanente territorio la Regione promuove forme di gestione programmata dell'attività venatoria (A.T.C.)

Tutto questo viene riportato nel Piano Faunistico Venatorio Regionale emanato dalla Regione sulla base dei piani elaborati da ogni singola Provincia, che tengono conto delle diverse esigenze del mondo agricolo, ambientalista, venatorio, ecc.

ultimo aggiornamento: mar, 07 ottobre 2014 @ 09:21